Detrazioni fiscali 2016. Come fare in caso di per demolizione e ricostruzione

detrazioni fiscali

Detrazioni fiscali per demolizione e ricostruzione

A quanto pare il blog inizia ad avere un piccolo seguito e ciò mi fa molto piacere.

Un visitatore mi chiede chiarimenti in merito alle detrazioni fiscali. Ricordiamo che quest’anno sono stati prorogati ulteriormente i bonus fiscali per la ristrutturazione (50%) e la riqualificazione energetica (65%).

Se vi siete persi gli articoli precedenti, ne ho parlato nello scorso articolo.

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Vi riporto la mail del Sig. Luigi:

“Buongiorno, avrei un interessante domanda.

  1. demolendo un immobile e ricostruendo un altro con diversa sagoma a quale detrazione vado incontro?
  2. nella ricostruzione se vado ad applicare degli impianti come riscaldamento a pavimento posso avere ulteriori detrazioni?
  3. il mutuo che interessa questo progetto è un mutuo prima casa?”

Consiglio sempre di evitare il fai-da-te ed avvalersi di un professionista che, facendo gli accertamenti e le valutazioni del caso, possa evitarvi discrepanze normative o vizi di forma. In ogni caso, proverò a riassumere vista la particolarità del caso, le varie opzioni.

Per quali lavori spettano le agevolazioni

I lavori effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali per i quali spetta l’agevolazione fiscale, riguardano le spese sostenute per interventi di manutenzione straordinaria, per le opere di restauro e risanamento conservativo, per i lavori di ristrutturazione edilizia.

Punto 1

Tra gli interventi di ristrutturazione edilizia sono compresi quelli rivolti a trasformare un fabbricato mediante un insieme di opere che possono portare a un fabbricato del tutto o in parte diverso dal precedente.

Per gli interventi ammessi al beneficio della detrazione fiscale (L449/97 e ss.mm.ii.), l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per la demolizione e ricostruzione con ampliamento, la detrazione non spetta in quanto l’intervento si considera, nel suo complesso, una “nuova costruzione”.

Se, invece, la ristrutturazione avviene senza demolire l’edificio esistente e con ampliamento dello stesso, la detrazione spetta solo per le spese riguardanti la parte esistente in quanto l’ampliamento configura, comunque, una “nuova costruzione”.

Aggiungerei per completezza un’ultima informazione: la legge di stabilità 2016 (legge n. 208 del 28 dicembre 2015) ha prorogato al 31 dicembre 2016 la possibilità di usufruire della maggiore detrazione Irpef (50%), confermando il limite massimo di spesa del 2015 (96.000 euro per unità immobiliare).  

Punto 2

Tra gli interventi di riqualificazione energetica, l’agevolazione fiscale è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. (L. 296/06 e ss.mm.ii.).

In particolare, le detrazioni sono riconosciute se le spese sono state sostenute per:

  • la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
  • il miglioramento termico dell’edificio (coibentazioni – pavimenti – finestre, comprensive di infissi);
  • l’installazione di pannelli solari;
  • la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Quindi per il riscaldamento a pavimento è possibile rientrare nella legge 296 e usufruire delle detrazioni fiscali per riqualificazione energetica (bonus 65%).

Punto 3

La sua domanda non è chiara del tutto. Mi occupo della parte tecnica e non commerciale. Pertanto mi limiterò a rispondere nell’ambito delle mie competenze.

Se lei ha acquistato (o ha intenzione di acquistare) un immobile esistente, ed ha i requisiti per usufruire delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa, può richiedere un mutuo e pagherà le imposte per il trasferimento di proprietà con aliquota agevolata rispetto ad una seconda casa. La banca vi erogherà il finanziamento alle condizioni stabilite dalle parti.

I requisiti necessari per usufruire delle agevolazioni “prima casa” sono i seguenti:

  • l’abitazione non deve essere di categoria catastale A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (abitazioni in ville) o A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici e storici).Pertanto, le categorie ammesse alle agevolazioni prima casa sono: A/2 (abitazioni di tipo civile) – A/3 (abitazioni di tipo economico) – A/4 (abitazioni di tipo popolare) – A/5 (abitazioni di tipo ultra popolare) – A/6 (abitazioni di tipo rurale) – A/7 (abitazioni in villini) – A/11 (abitazioni ed alloggi tipici dei luoghi)
  • l’immobile deve essere ubicato nel territorio del Comune in cui l’acquirente ha o stabilisca, entro 18 mesi dall’acquisto, la propria residenza. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel Comune ove è situato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto.
  • nell’atto di acquisto il compratore deve dichiarare di non essere titolare, esclusivo o in comunione col coniuge, di diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione, su altra casa nel territorio del Comune dove si trova l’immobile oggetto dell’acquisto agevolato;
  • nell’atto di acquisto il compratore deve dichiarare  di non essere titolare, neppure per quote o in comunione legale, su tutto il territorio nazionale, di diritti di proprietà, uso, usufrutto, abitazione o nuda proprietà, su altro immobile acquistato, anche dal coniuge, usufruendo delle agevolazioni per l’acquisto della prima casa.

Le agevolazioni ottenute quando si acquista un’abitazione con i benefici “prima casa” possono essere perse se:

  • le dichiarazioni previste dalla legge nell’atto di acquisto sono false;
  • l’abitazione è venduta o donata prima che siano trascorsi cinque anni dalla data di acquisto, a meno che, entro un anno, non si riacquista un altro immobile da adibire a propria abitazione principale.
  • non venga trasferita la residenza nel Comune ove è situato l’immobile entro diciotto mesi dall’acquisto.

 Spero di essere stato chiaro il più possibile e non aver tralasciato/omesso nulla.

Restate sintonizzati! Alla prossima!

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